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Nel pomeriggio di venerdì 10 luglio 2015, i sodali del Collegium Divi Marci, si sono ritrovati a Trieste, presso la chiesa parrocchiale della Beata Vergine del Soccorso  – meglio conosciuta dalla popolazione come “S.Antonio Vecchio”, amministrata da don Paolo Rakic dei nostri cappellani, per suffragare l’anima del sodale Luciano Giacomi nel Trigesimo della sua morte.

   È una chiesa che fu molto cara alla vita di Luciano: essa sorge all’imbocco del “Borgo Giuseppino”, a pochi metri dal mare, in quelle zone che furono teatro del supplizio dei martiri tergestini, ma fu la chiesa adiacente l’Istituto Tecnico Nautico  – voluto dall’Austria – che vide Luciano sia allievo che docente, nonché la chiesa dove un mese prima – sempre secondo la forma tradizionale ottemperando alle sue ultime volontà  – sono state celebrate le sue esequie da don Michele Tomasin, del clero metropolitano di Gorizia, cappellano del Collegium.

   La santa Messa da Requiem è stata celebrata all’altare del Crocifisso privilegiato, una preziosa testimonianza barocca della città di Trieste, eretto dalla storica famiglia de’ Marchesetti nella seconda metà del XVII secolo giuocato con un sobrio equilibrio coloristico di marmi bianchi, grigi e neri e ove fa capolino qualche nota di “giallo senese”.

   Durante il sacro rito, seguendo l’inveterata e antica prassi locale che prevede il suono dell’organo alle messe di requiem, è intervenuto l’organista titolare della parrocchiale, Riccardo Cossi – valente e talentuoso concertista che regge, tra l’altro, anche le sorti dell’Accademia Organistica Tergestina – che ha eseguito all’organo Mascioni (op. 388, 1927)  della parrocchiale – oltre ad apprezzatissime improvvisazioni anche brani e versetti per l’ “alternatim” (Kyrie e Agnus) tratti dalla “Messa da morti” di G. B. Martini (1706-1784). Tra i brani eseguiti ricordiamo anche la sequenza del rito aquileiese “Cum sit omnis caro” trascritta da un codice goriziano dai sodali Massimo Bisson e Francesco Tolloi, cantata durante la comunione prima del previsto “Lux aeterna”.

   Il servizio all’altare, curato dai sodali del Collegium, è stato coadiuvato con grande disponibilità, attenzione e preparazione  anche da alcuni ministranti della Parrocchia).

   Don Paolo Rakic durante l’orazione funebre che ha preceduto il canto del “Libera me” e l’assoluzione al drappo, ha ricordato la figura di Luciano Giacomi: la sua fedeltà e lealtà nelle amicizie, il suo amore e dedizione per l’antico rito romano, la sua competenza nell’ambito sportivo – specie velistico – che lo hanno fatto tanto conoscere ed apprezzare in vita.

   L’Anima di Luciano e dei benefattori del Collegium sarà ancora suffragata nel Requiem che il Sodalizio organizza – secondo i regolamenti e la consuetudine – a novembre di cui daremo anticipata comunicazione su questo sito.

offertorio

canone A

canone 2

orazione_funebre

cantori

 

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