Massimo Bisson, Meravigliose macchine di giubilo.

L'organo rinascimentale si può interpretare come una summa delle arti: l’architettura, la pittura e la scultura costituivano infatti la sostanza visibile di una complessa macchina musicale che, in tutto l’Occidente cristiano, godeva ormai di un’indiscussa preminenza sugli altri strumenti.

   Ciò era ancor più evidente a Venezia, dove all’eccellenza sonora degli strumenti corrispondevano generalmente apparati decorativi di grande prestigio, che in molti casi si caratterizzavano come veri capolavori. Queste macchine meravigliose – che coinvolgevano lo spettatore in una complessa esperienza tra visione e ascolto, tra arte e rito, tra materiale e spirituale – sono oggi in gran parte perdute: i resti più cospicui sono perlopiù costituiti dai dipinti che formavano le portelle di chiusura del prospetto (non di rado disseminate tra musei e collezioni), mentre solo in pochi casi si conservano elementi di architettura e scultura ancora ubicati nei luoghi d’origine.

Questo libro intende fornire un quadro generale sugli organi esistenti nelle chiese della capitale veneta e delle isole lagunari tra la seconda metà del XV secolo e i primi decenni del XVII: si tratta di un’indagine necessariamente interdisciplinare che, non limitandosi agli strumenti in sé, si estende alla storia architettonica e artistica degli edifici cui appartenevano, nonché all’ambito musicale e liturgico di quel periodo.

Copertina dell'Opera.

Massimo Bisson, Meravigliose macchine di giubilo. L’architettura e l’arte degli organi a Venezia nel Rinascimento, Fondazione Giorgio Cini & Scripta edizioni, Venezia-Verona 2012 (476+16 pp., ill.)

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