Santi Ermacora e Fortunato, messa solenne a Mariano del Friuli (cronaca e immagini).Giovedì 12 luglio 2012, presso la chiesa parrocchiale di S. Gottardo a Mariano del Friuli (GO), è stata celebrata – su iniziativa della parrocchia – una santa messa solenne secondo l’antico messale romano nella ricorrenza dei santi martiri Ermacora e Fortunato, patroni di quello che fu un tempo l’antico patriarcato di Aquileja. A celebrare il sacro rito è stato il parroco don Michele Tomasin, assistito da due sacerdoti del clero arcidiocesano di Gorizia: don Giorgio Longo – parroco di Visco – e don Gilberto Dudine – parroco di S. Nicolò a Monfalcone. Notiamo con piacere come tutti e tre i sacerdoti siano originari di Grado e proprio nella locale comunità, allora retta dal compianto arciprete monsignor Silvano Fain, hanno mosso i primi passi nella sequela del Signore formandosi all’amore per la sacra liturgia. Il servizio liturgico e musicale è stato prestato dal Collegio Liturgico dell’Apparizione di San Marco Evangelista; i sodali che hanno servito all’altare hanno indossato, come già nella festa dell’Apparizione di san Marco il 25 giugno scorso, l’abito che adottano come estivo ovverosia l’ “alba” che idealmente vuole richiamare il vestiario dei “tarsiciani” che il patriarca La Fontaine istituì in Venezia per il servizio del culto. Il programma musicale ha visto l’esecuzione del proprio del giorno (Introito Intret), la Missa IV – Cunctipotens, due sequenze trascritte dal repertorio aquilejense e marciano (eseguite come mottetti) e brani organistici di J. Froberger, J.P. Sweelink, J. Pachelbel, B. Pasquini, D. Buxtehude. Seguendo l’antico uso del territorio, il vangelo – modulato secondo la solenne e ornata melodia patriarchina – è stato proclamato dal pulpito mentre venivano sostenute le “introrticia” ai piedi dello stesso. Durante l’omelia, don Michele Tomasin, ha richiamato l’importanza delle virtù dei martiri aquilejesi Ermacora, protovescovo e il suo diacono Fortunato sintetizzandole nella mite fermezza attraverso la quale hanno superato la prova “sine qua non” che ha consentito e fatto sì che il seme del vangelo potesse germogliare fervido e fecondo in queste terre; ha invitato a sostenere altersì con la preghiera S. E. monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, recentemente nominato arcivescovo metropolita di Gorizia, invocando sul nuovo presule l’intercessione dei due martiri. Il canone è stato introdotto dal canto solemniore del prefazio; numerosi i fedeli della parrocchia e non che hanno seguito con interesse e raccoglimento lo svolgersi ieratico ed ordinato della santa messa solenne celebrata in questa occasione.

altare preparatopreghiere ai piedi dell'altarecollettavangelo dal pulpitoet incarnatusprefazioUnde et memoresdurante il canoneEcce Agnus DeiBenedizione

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