Monsignor Léon Gromier (1879-1965). Vita e opere.

Léon Gromier nacque il 20 maggio 1879 a Montchanin, dipartimento della Saône-et-Loire in Borgogna (diocesi di Autun). Dal 1898 al 1902 compì gli studi ecclesiastici a Roma presso il Pontificio Seminario Francese – il Gallicum -, tenuto dai Padri della Congregazione dello Spirito Santo (Spiritani), ove fu ordinato sacerdote il 29 marzo del 1902. Sembra che nello stesso 1902 si fosse iscritto alla Pontificia Accademia dei Nobili Ecclesiastici (poi Pontificia Accademia Ecclesiastica), allora presieduta da mons. Rafael Merry del Val, futuro cardinale segretario di Stato di san Pio X. In detto anno, infatti, nell’elenco degli Alunni risulta un “Gremier Leone, Grenoble”1. In ogni caso, pur non entrando a far parte del corpo diplomatico, egli non fece ritorno alla sua terra natia, ma rimase nell’Urbe dove viene riferito far parte dei canonici della chiesa di S. Maria in Montesanto, spiccata alla piazza del Popolo.2 Con lettera della Segreteria di Stato del 26 marzo 1914 fu chiamato da san Pio X a far parte come consultore della sezione liturgica della Sacra Congregazione dei Riti, riformata con il Motu proprio Quanta semper cura del 16 gennaio dello stesso anno.3 Insieme con lui erano consultori alla Congregazione ecclesiastici della levatura dei benedettini Ildefonso Schuster, futuro cardinale arcivescovo di Milano, beatificato da Giovanni Paolo II, e Paolo M. Ferretti, celebre gregorianista, e dello spiritano Joseph Hægy, cerimoniere del Gallicum e autore di un celebre manuale.4 Il 2 marzo 1920 Léon Gromier fu nominato da Benedetto XV cameriere segreto soprannumerario.5 Poiché la carica cessava con la morte del papa, fu rinominato da Pio XI il 22 febbraio 1922.6 Fece parte della Accademia Liturgica Romana (poi Pontificia Accademia Liturgica), voluta e fondata dal papa liturgista Benedetto XIV (Prospero Lambertini): detta accademia, unita alla Casa romana dei Sacerdoti della Congregazione della Missione (Lazzaristi), curava la pubblicazione delle Ephemerides liturgicæ, volte a chiarire e dirimere questioni riguardanti l’esercizio del culto. Nel 1925 mons. Gromier, insieme con il cerimoniere pontificio mons. Giambattista M. Menghini, vi ricevette l’incarico di censor. Nella stessa accademia si ritiene che poté frequentare eminenti esperti di liturgia, tanto storici che pratici (Jean-Michel Hanssens sj, Johannes Brinktrine, Kamiel Callewaert).7 Due giorni prima del Natale del 1925 ricevette la nomina a prelato domestico di Sua Santità .8    Il 10 febbraio dell’anno successivo prestò giuramento come canonico della Basilica di S. Pietro, divenendo – in quanto tale – protonotario apostolico soprannumerario.9 In S. Pietro svolse per anni le mansioni di canonico altarista. Léon Gromier morì il 19 aprile 1965, lunedì di Pasqua, a Roma, le esequie furono officiate due giorni dopo nella Basilica Vaticana. Per cinquant’anni fu un personaggio celebre tra i francesi presenti nell’Urbe, conosciuto in particolare per la sua erudizione e la sua competenza, certamente “poco alla moda”, forse anche per il suo franco e schietto modo di esprimersi. Le sue perplessità sulle riforme che ebbero inizio durante il tardo pontificato di Pio XII costituiscono una inoppugnabile testimonianza della lucidità e profondità del suo pensiero: con non comune lungimiranza, intravvide il tramonto di un’epoca. Lungimiranza e realismo che risultano radicati da lunga data nel suo animo, se già nel 1936, consultato sulla riforma della Veglia pasquale, ebbe a rispondere che, lungi dal sognare di restaurare, bisogna ritenersi fortunati che il massacro non aumenti.10
La sua opera maggiore è dedicata al commento del Cæremoniale episcoporum, libro liturgico che per mons. Gromier è esemplare di un tempo in cui era la pastorale che si adattava alla liturgia, e non viceversa come nella novecentesca “liturgia pastorale”.

Copertina del Commentaire   In questo libro, come del resto in tutta la sua produzione, si ravvisa il suo metodo che poggia sulla ricerca dei principi e della dottrina sottesa, l’antica conoscenza delle cose sacre. Con non poco spirito, osservò che le cerimonie sono questione di intelligenza e di educazione, assai più che di coscienza11 : per lui le cose necessitano anzitutto di essere comprese, ed egli ci dà palese saggio di averle colte nella loro essenza. Infatti dalla sua erudizione profonda emerge anche una rara capacità di cogliere i nessi e applicare i principi.
Purtroppo ignoriamo dove siano andati a finire la sua biblioteca e il suo archivio, ove potrebbero trovarsi suoi scritti inediti. Mons. Gromier aveva inizialmente istituito suo erede mons. Marcel Noirot, professore di diritto liturgico nelle università pontificie a Roma, morto nel 1996, ma mutò volontà a causa alla partecipazione del Noirot a una decisione che egli non approvava. Forse i suoi beni andarono a una comunità di Francescani Conventuali il cui superiore godeva della sua stima. Secondo altra ipotesi, essi sarebbero passati a mons. Jacques Martin, vescovo titolare di Neapoli di Palestina, all’epoca addetto alla Segreteria di Stato, futuro prefetto della Casa Pontificia e poi cardinale12 che era stato suo collega canonico di S. Pietro dal 1958.
Il Collegio Liturgico dell’Apparizione di San Marco Evangelista si propone di raccogliere e ulteriori informazioni e testimonianze sulla vita di mons. Gromier: saremo grati a chi, in grado di aiutarci in tal senso, vorrà contattarci.
Léon Gromier

Bibliografia.

  • Prérogatives archiépiscopales et généralités épiscopales, in «Les Questions liturgiques et paroissiales», VIII (1923), pp. 267-272; IX (1924), pp. 68-74.
  • L’année jubilaire, ses règles et manifestations liturgiques, in «Annuaire pontifical catholique» 1927, pp. 615-626.
  • La simplification des rubriques du missel et du bréviaire, in «Revue de droit canonique», V (1955), pp. 175-183.
  • Commentaire du Cæremoniale episcoporum, Paris,La Colombe, 1959, pp. 490.
  • Simples réflexions sur des choses restaurées, in «Opus Dei», 1961, 5, pp. 248-254.
  • La Semaine Sainte restaurée, ibid., 1962, 2, pp. 76-90.

 Risorse internet.

Sul nostro sito

(qui elenchiamo solamente le risorse interne dedicate espressamente a L. Gromier)

  1. Cfr. http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_academies/acdeccles/documents/1900-1949.htm, tuttavia, almeno secondo le informazioni correnti, la diocesi di provenienza, Grenoble, non corrisponde con quella del Nostro. []
  2. Cfr. http://www.ceremoniaire.net/office_divin/caer_ep_3/mgr_gromier.html []
  3. «Acta Apostolicæ Sedis» (in seguito: AAS) VI (1914), p. 211; Motu proprio Quanta semper cura, ibid., pp. 25-27; sulla riforma S. Cong. Des Rites, in «Annuaire Pontifical Catholic» XVIII (1915), pp. 770-772. []
  4. J. HAEGY, Manuel de liturgie et cérémonial selon le rit romain, Paris, Lecoffre, 1925, 2 voll. []
  5. AAS XII (1920), p. 207. []
  6. AAS XIV (1922), p. 173. []
  7. Cfr. http://www.ceremoniaire.net/office_divin/caer_ep_3/mgr_gromier.htm []
  8. AAS XVIII (1926), p. 149. []
  9. Cfr. «Annuario pontificio per l’anno 1964», p. 992. []
  10. “Sans songer à restaurer, il faut s’estimer heureux que le massacre n’augmente pas”, riferito da R. AMIET, La Veillée Pascale dans l’Église latine. – I Le rite romain, Paris, Les éditions du Cerf, 1999, pp. 94 e seguenti. []
  11. “Les cérémonies sont affaire d’intelligence et d’éducation, bien plus que de conscience”, L. Gromier, Commentaire du Cæremoniale episcoporum, Paris, La Colombe, 1959, p. 10 (trad. it. http://www.unavoce-ve.it/04-10-13.htm). []
  12. Per tutte queste informazioni http://www.ceremoniaire.net/office_divin/caer_ep_3/mgr_gromier.html []

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