Trieste, messa solenne del Sacro Cuore. (breve cronaca e immagini)

Quale festa dell’anno liturgico poteva essere individuata per preparare idealmente al “Giubileo della Misericordia” indetto dal Santo Padre Francesco? Con ogni probabilità la festa del Sacro Cuore di Gesù, per questa ragione – presso la parrocchia della B. Vergine del Soccorso di Trieste (meglio conosciuta dai triestini come “S. Antonio vecchio”), nel cuore del centro storico, nel pomeriggio del 12 giugno è stata celebrata dall’amministratore parrocchiale don Paolo Rakic, dei cappellani del nostro Collegio, una santa messa solenne con le austere forme del rito romano antico. «La festa odierna ci porta a contemplare la sorgente più profonda da cui sgorga tutta l’opera della salvezza»  – così don Paolo Rakic all’omelia, «Questa sorgente è l’Amore con cui Dio ci ama e che si rivela pienamente nel cuore aperto di Cristo sulla Croce». E d’altra parte, il Santo Padre, proprio nella Bolla d’indizione Misericordiae vultus ci sprona a fissare il nostro sguardo sulla persona di Cristo perché «possiamo cogliere l’amore della SS. Trinità» (n.8) e comprendere come la misericordia sia la «dimensione fondamentale della missione di Gesù» (n. 20): proprio quella misericordia che si sublima nel suo sacrificio sul Calvario e il suo cuore squarciato. La sacra celebrazione è stata annunciata dalla stampa locale, in particolare dal settimanale diocesano “Vita Nuova”: così, nonostante il caldo che affliggeva la citta di Trieste, nonostante si trattasse di un pomeriggio  feriale, i banchi della storica chiesa sono stati gremiti da un buon numero di fedeli che hanno potuto assistere al sacro rito tramite un opuscolo di sussidio dotato del testo con la traduzione e la notografia predisposto per l’occasione (richiedibile presso la nostra redazione). A impreziosire la sacra celebrazione è intervenuto il coro virile “Alabarda” che ha eseguito la messa “Æterna Christi Munera” di Giovanni Pierluigi da Palestrina nonché il proprio gregoriano del giorno (Introito “Cogitationes”). La compagine corale era diretta dall’organista titolare della parrocchia Riccardo Cossi – già ben abituato ad accompagnare liturgie secondo l’antico rito – che ha eseguito brani di J. S. Bach e di L. Boëlmann, nonché improvvisazioni sovente imperniate proprio sui brani gregoriani del giorno. Hanno servito con grande zelo e attenzione all’altare anche alcuni ministranti della parrocchia che con grande diligenza hanno appreso le cerimonie non semplice di facile intuizione. La settimana successiva il settimanale diocesano triestino “Vita Nuova” – che qui ringraziamo sentitamente -ha dedicato un articolo sulla cronaca della celebrazione tra le sue pagine.

preghiere ai piedi dell'altare.

Incensazione all'Introito

incensazione celebrante

canto del vangelo

Offertorio

durante il canone

elevazione dell'ostia

elevazione del calice

articolo_vita_nuova

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